In-segnati: un inizio di cammino condiviso
Sabato 28 marzo ha preso avvio In-segnati, il percorso promosso dalla Regina Mundi per chi sente nascere dentro di sé il desiderio di diventare insegnante nella scuola dell’infanzia e primaria.
Il progetto è nato da un lavoro di confronto fra alcuni insegnanti della scuola: abbiamo dialogato attorno alle domande e ai bisogni che hanno caratterizzato l’inizio del nostro percorso lavorativo; ci siamo accorti che probabilmente erano le stesse domande e gli stessi bisogni dei giovani che stavamo per incontrare.
Ancora più sorprendente è stato riconoscere come quei punti interrogativi siano tuttora vivi e aperti nel nostro presente, seppur con una consapevolezza diversa, data dall’esperienza.
Per questo la progettazione del percorso si è rivelata così coinvolgente: abbiamo compreso che, prima di tutto, aveva qualcosa da dire a noi. Da qui nasce il nome IN-SEGNATI, che prende spunto da una riflessione di Luis Esquirol, che dice che il maestro – in classe e ovunque – sa condurre gli alunni verso la meraviglia delle cose. Scrive: «Il maestro imprime segni, indica con segni… Non è necessario dimostrare alcunché. Bisogna soprattutto mostrare. Chi insegna è un servitore del mistero ontologico. I bambini che aprono gli occhi davanti al mondo si avvicinano al mistero ontologico». (La scuola dell’anima. Dalla forma dell’educare alla maniera di vivere – Vita e Pensiero, 2024)
In questa prospettiva, educare significa lasciare un segno autentico solo nella misura in cui si accetta di essere, a propria volta, segnati dalla realtà: stupiti, interrogati e continuamente rimessi in cammino.
Quando abbiamo incontrato i partecipanti al progetto, il Rettore ha aperto i lavori chiarendo la posta in gioco: affinché i bambini siano bambini, hanno bisogno di una presenza adulta. Ma cosa significa essere adulti? Il tema è stato approfondito in un lavoro a gruppi, divisi in diverse ‘isole’ tematiche. Abbiamo dialogato su aspetti quali la progettazione didattica, il confronto con le famiglie, l’inclusione e l’approccio all’errore. L’incontro con giovani animati da un desiderio autentico e appassionato di comprendere fino in fondo il nostro lavoro, anche nelle sue dimensioni più faticose e scomode, ci ha coinvolti e rilanciati.
Ciò che è emerso da tutti i tavoli di confronto, oltre a una grande ricchezza di riflessioni, è un punto di verità che scopriamo costantemente: non potremmo svolgere pienamente il nostro compito senza una compagnia di colleghi che ci aiuti a crescere nella relazione viva con i nostri alunni e con la realtà. La bellezza della Regina Mundi è proprio questa: per insegnare occorre continuare a interrogarsi sul proprio compito educativo, ma è necessario avere un luogo in cui poter porre le domande senza il timore di sentirsi inadeguati o di sbagliare, per scoprire insieme le risposte.
In questo mese, i giovani che hanno aderito al progetto stanno entrando nelle classi, affiancando le maestre e le educatrici, per osservare da vicino e sperimentare nella realtà della classe ciò di cui si è parlato insieme. Il percorso, però, non si esaurisce qui, perché una scuola che sente la vocazione di accompagnare i propri studenti non può che sentire anche quella di accompagnare sempre di più chi desidera intraprendere questa strada.
Il team di In-segnati
