In un tempo in cui il linguaggio pubblico sembra spesso dominato dalla logica dello scontro e dalla previsione di nuovi conflitti, è importante raccontare anche ciò che va nella direzione opposta: esperienze di pace che nascono dal basso, dentro la vita concreta delle persone.
Su Avvenire è uscito nei giorni scorsi un articolo che racconta come molti giovani scelgano di non restare spettatori passivi davanti alle tragedie della storia, ma di interrogarsi e di cercare strade di speranza. Al centro del racconto c’è il lavoro di studenti che, insieme ai loro docenti, hanno realizzato la mostra “Profezie per la pace”, raccogliendo testimonianze di convivenza, riconciliazione e perdono provenienti da contesti segnati dalla guerra.
Come ricorda il Rettore nel suo intervento, la storia non è fatta solo dalle decisioni dei governanti, ma anche dal lavoro silenzioso di tante persone che continuano a cercare il bene anche nei momenti più drammatici.
➡️ Leggi l’articolo su Avvenire
https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/profezie-per-la-pace-cosi-i-giovani-di-gs-tengono-viva-la-speranza_105793
