L’avventura Erasmus+ della secondaria di I grado
Sono ormai trascorsi quattro anni da quando abbiamo conosciuto i responsabili della scuola “Salesianos Deusto” di Bilbao e avviato con loro un gemellaggio internazionale che permette a tutti i nostri studenti di seconda media di partecipare a un progetto di scambio con i loro coetanei.
Ripercorrere alcune tappe di questo cammino aiuta a cogliere la ricchezza di una collaborazione che, anno dopo anno, si è fatta sempre più significativa e che ha coinvolto fin da subito anche un’altra scuola di Bilbao, “Salesianos Barakaldo”.
Nel 2022, subito dopo il periodo pandemico, la nostra scuola ha intuito come esperienze internazionali già nella scuola secondaria di primo grado potessero rappresentare un importante valore aggiunto nel percorso educativo degli studenti, oltre che un’occasione di coinvolgimento e apertura per le famiglie. Insieme ai colleghi spagnoli è nato così un progetto, poi co-finanziato dal programma Erasmus+, costruito attorno a tre grandi temi: l’incontro con l’altro, l’esercizio delle lingue straniere e lo sviluppo delle competenze trasversali.
Per molti ragazzi questa è stata la prima occasione di vivere per alcuni giorni dentro un’altra cultura: ascoltare una lingua diversa nella quotidianità, confrontarsi con abitudini nuove, scoprire modi differenti di vivere la scuola, i pasti, il tempo libero e il rapporto con gli adulti. Anche lo studio delle lingue straniere, in questo contesto, smette di essere soltanto una materia scolastica e diventa esperienza concreta di comunicazione, amicizia e desiderio di capire e farsi capire.
Già durante il primo anno, grazie ai viaggi in Spagna e in Italia — una settimana trascorsa dai nostri ragazzi nelle famiglie di Bilbao e una settimana di accoglienza a Milano per gli studenti spagnoli — è emerso un progetto che andava oltre il semplice scambio linguistico. Dalla condivisione di uno stesso sguardo educativo sui ragazzi è nato infatti il desiderio di una collaborazione più stretta tra le scuole, fatta di confronto e condivisione di pratiche didattiche.
Da questo desiderio è nata, l’anno successivo, anche un’esperienza di job-shadowing: le nostre docenti di inglese hanno avuto la possibilità, durante quattro giorni di visita a Bilbao, di osservare da vicino le modalità di insegnamento della lingua straniera e confrontarsi con i colleghi spagnoli sul lavoro in classe. Un’esperienza da cui sono nate diverse innovazioni all’interno delle nostre scelte curriculari.
Negli ultimi anni il progetto è stato progressivamente affinato, modificando alcuni momenti dello scambio e le attività proposte ai ragazzi, con il desiderio di creare condizioni sempre più favorevoli a un apprendimento immersivo e significativo. Sono stati affrontati temi concreti come l’utilizzo dei cellulari, le call durante l’anno, le modalità di ospitalità nelle famiglie e molti altri aspetti magari meno visibili, ma capaci di incidere profondamente sull’esperienza vissuta dagli studenti. Lo scambio, infatti, non elimina le differenze, ma educa progressivamente al confronto con mentalità, abitudini e modi di vivere la scuola non sempre coincidenti con i propri.
Anche per noi docenti questa esperienza ha rappresentato una sfida. Incontrare e lavorare con colleghi di un altro paese significa confrontarsi con differenze culturali e didattiche spesso molto marcate. Ci è richiesta una reale disponibilità al confronto e al dialogo: spiegare le ragioni di scelte che per noi possono apparire scontate, immedesimarsi nel punto di vista dell’altro, cercare insieme soluzioni a questioni impreviste.
Di questo lavoro personalmente sono molto grato, così come dell’amicizia nata in questi anni con diversi colleghi spagnoli, con cui oggi è un piacere dialogare, cenare, scriversi. Nei momenti che trascorriamo insieme è sempre prezioso per me riscoprire la bellezza di tanti aspetti della nostra scuola, a cui rischiamo facilmente di abituarci, e accorgermi di quanto il lavoro condiviso con altri educatori, anche provenienti da un altro paese e da un’altra cultura, possa offrire un contributo significativo al percorso di crescita dei ragazzi. L’incontro con un’altra realtà, infatti, aiuta anche a guardare con occhi nuovi ciò che spesso diamo per scontato nella nostra esperienza quotidiana.
Se il punto di partenza è stato il progetto rivolto agli studenti, oggi possiamo dire che i frutti di questa collaborazione coinvolgono tutti: i ragazzi, le famiglie — in particolare chi ha potuto accogliere — e molti dei nostri docenti.
Stefano Musolino
Docente Secondaria I grado e responsabile progetto Erasmus+

Un lavoro della scuola secondaria di I grado su luce e orientamento in dialogo con il tema dell’anno.