Quando la luce convoca

Un progetto sul tema dell’anno

In occasione dell’Open Day, i ragazzi della scuola secondaria di primo grado hanno presentato un lavoro che, più di altri, ha saputo raccontare il senso del tema educativo di quest’anno: educazione è convocazione. Un progetto nato attorno alla luce e all’orientamento, ma che ha coinvolto molto di più: il modo di stare davanti alla realtà, di porsi domande, di esporsi personalmente davanti a ciò che si scopre.

La luce, infatti, non è solo un oggetto di studio. È ciò che rende visibile la realtà. Senza luce non si vede, non si distingue, non ci si orienta. In questo senso la luce convoca perché chiama lo sguardo, mette davanti qualcosa che chiede di essere guardato e compreso. Non aggiunge informazioni dall’esterno, ma permette di vedere ciò che c’è.

Il lavoro è partito dall’osservazione. Uscire sul terrazzo, guardare il sole, seguirne il percorso nel cielo, interrogarsi su cosa significhi orientarsi. Attraverso strumenti semplici – tubi di cartone, modellini, mappe – e strumenti costruiti insieme ai docenti di tecnologia (astrolabio, sestante, quadrante, orologio solare), i ragazzi hanno verificato dati, fatto misurazioni, confrontato risultati. Hanno scoperto che i raggi del sole sono paralleli, che la Terra è una “biglia” se confrontata con il Sole, che a Milano il sole non arriva mai allo zenit. Scoperte scientifiche, certo, ma soprattutto esperienze vissute.

In questo percorso la convocazione non è stata solo nel tema, ma anche nel metodo. I ragazzi sono stati chiamati a mettersi in gioco: a osservare, a usare strumenti, a ricavare dati, a confrontarsi tra loro, fino ad arrivare a spiegare ciò che avevano capito ai visitatori dell’Open Day. Dire con chiarezza ciò che si è compreso è già una presa di posizione personale, un’assunzione di responsabilità. È accettare di essere convocati.

Lo stupore ha avuto un ruolo decisivo. C’è stato nel vedere il disco perfetto del sole proiettato sulla mano attraverso un tubo, nel rendersi conto delle distanze reali tra Terra e Sole grazie a un modello in scala costruito nel corridoio della scuola. Stupore che nasce quando la realtà non è solo raccontata, ma incontrata.

Questo lavoro ha coinvolto molte discipline: scienze, matematica, geografia, astronomia, tecnologia, arte. Ma soprattutto ha mostrato ai ragazzi che la conoscenza non è frammentata: le diverse discipline dialogano tra loro e, lavorando insieme, aiutano a comprendere la realtà in modo più profondo.

Nel video che accompagna questo racconto si vede chiaramente: non solo ciò che i ragazzi hanno fatto, ma come lo hanno fatto. Convocati da un lavoro serio, accompagnati da adulti che a loro volta si sono lasciati coinvolgere e li hanno accompagnati.

 

Annamaria Berrino, Clara La Licata, Giovanni Polita
Docenti di Matematica e Scienze
Scuola Secondaria di I grado

Ascoltare per crescere

Un racconto sullo sportello psicologico e la formazione docenti: la scuola come luogo di ascolto, sostegno e crescita condivisa.