Regina Mundi in Festa! Grazie!

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GRAZIE!

La nona edizione della «Regina Mundi in Festa» si è ormai conclusa da qualche tempo, ma l’eco ridestato nei cuori di chi con il suo tempo ed il suo impegno ha contribuito fattivamente a realizzarla ancora riverbera fecondo. Abbiamo ricevuto in questi giorni tanti contributi, documentazione di una vita ricca che è stata protagonista dei quattro giorni di festa. Vogliamo condividere questa bellezza di cui siamo stati testimoni perché possa essere generativa nel cuore di ciascuno.

Mia figlia Eleonora frequenta la prima liceo e per me questa è stata la prima esperienza anche nell’aver potuto dare una piccola mano durante questi quattro intensi giorni di grande Festa.
Sulle prime non sapevo se mi sarei saputa integrare con gli altri volontari o in quale “clima” mi sarei trovata. L’intenso incontro con questa donna molto speciale, Rose, a cui ho avuto la fortuna di assistere, ha riportato in un attimo un’occhiata di sole che ha rischiarato tanti pensieri. Il suo prezioso messaggio sulla appartenenza trasmesso a noi con tanta convinzione, passione e intensità è arrivato forte e chiaro: anche noi genitori apparteniamo alla Regina Mundi ed è la nostra scuola, appartiene anche a noi. È stato molto bello stare insieme e ho anche ballato un sacco! Grazie e non ho dubbi circa la mia partecipazione l’anno prossimo! Con tutto il piacere! Grazie! — Emma

Non so se possa essere utile ma vorrei condividere questo pensiero. Avendo avuto un figlio che ha faticato ad inserirsi con i compagni, mi accorgo di quelli che vivono la sua stessa situazione e li vedo, anche nei giorni della Festa. Quest’anno ho quasi “costretto” Matteo ad aiutare per l’allestimento della Festa e alla fine è stato felice di avere aiutato e di essere stato utile. Magari sarebbe bello riuscire a far partecipare attivamente alla Festa quei ragazzi che normalmente rimangono “fuori dai giochi”. Grazie per l’attenzione. — Angela, gruppo merchandising

 

Sono Matteo, papà di Vittoria e Tommaso (II elementare e II anno di asilo). Quest’anno ho deciso di impegnarmi nella Festa, spinto dall’amicizia con alcuni genitori della scuola. Ciò che mi ha stupito è che ho visto all’opera lo sguardo di bene, di accoglienza, di speranza che sempre ci è stato richiamato in questi anni. Lavorare alla Festa è stato per me un momento educativo e di gioia. Abbiamo visto e fatto cose belle! — Matteo

Per me costruire la Festa e infine goderne insieme a tutti gli altri è soprattutto un esempio di impegno gratuito a fin di bene, da trasmettere ai nostri figli, che possa essere generativo di un altrettanto sguardo di bene verso il prossimo. — Ricky, ristorazione

«Domani vieni presto, perché faremo cose molto belle», e così è stato. Sempre bello partecipare alla preparazione della Regina Mundi in Festa. Si percepisce come le famiglie, i ragazzi e i docenti tutti si sentano parte di qualcosa di bello, da continuare a costruire insieme. Grazie. — Elena, servizio d’ordine

Regina Mundi in Festa non è stata solo una Festa ma una iniziativa che punta lo sguardo verso il mondo… Nulla lasciato al caso… Le mostre, gli incontri, le esibizioni, ritrovarsi con le persone note ma anche conoscerne di nuove è stato come passeggiare in giro per il mondo… tante feste racchiuse in una sola. Nulla era scontato e tutto è stato nuovo ed emozionante! — Vaida, servizio d’ordine

Durante i giorni della Festa la scuola diventa un luogo aperto a tutti. Noi genitori, che spesso non ci conosciamo o ci incrociamo di fretta durante l’anno, ci ritroviamo insieme a partecipare di una gratuità e di una amicizia impensabili. E questo stupisce noi e i nostri figli. — Francesca, organizzazione e coordinamento

Quello che ho vissuto durante la Festa, in particolare durante il montaggio e durante il cucinare alla griglia, è stato un momento di compagnia e di divertimento. È stato un momento anche per conoscere meglio persone che già conoscevo e altre persone e condividere insieme le proprie esperienze. È sempre bello condividere il proprio tempo (anche se poco) per una cosa che può aiutare il luogo dove i miei figli crescono e imparano a essere voluti bene. Devo ringraziare la scuola in questo, perché dà la possibilità ai genitori di costruire qualcosa di bello, per i propri figli, e renderli partecipi e non solo spettatori di un luogo che aiuta noi genitori a crescere i nostri figli. Grazie. — Michele, griglia e cucina

Da nove anni per noi la Festa della scuola è un occasione per lavorare insieme condividendo un gesto semplice e gratuito! Quest’anno in modo particolare abbiamo potuto conoscere delle persone molto più giovani di noi, la sintonia con loro è stata sorprendente e immediata. — Anna e Bruna

Mi sono scoperto nei giorni di Festa a voler bene a persone appena conosciute e mi sono chiesto: «Perché?». Mi era già capitato altre volte, ma la commozione del riaccadere è da guardare e da conservare, non solo come emozione ma come un fatto che ti sostiene nella vita di tutti i giorni. — Rivi, casse

Quando abbiamo fatto il primo incontro con il rettore Matteo Severgnini, ho avvertito, come diceva Ilaria, una grande sproporzione: «Non sono capace…», di raccontare, di condurre dentro un’esperienza così. Mentre pensavo questo, lui ci ha detto: «È evidente che non siamo capaci!». Ecco, mi sono detta: «Non ho proprio scuse». Ma, soprattutto, era evidente che questa mostra portava dentro una bellezza eccezionale. Così, per come potevo, mi sono buttata nella sua preparazione, riprendendo la spiegazione di Severgnini, leggendo il libro, partecipando all’allestimento.
Quando andavo ad allestire (un’ora un giorno, tre quarti d’ora dopo tre giorni, etc), mi stupiva vedere come prendeva forma la mostra e mi sembrava proprio di partecipare alla costruzione di una cattedrale. Una cattedrale che viene su con i miei tre quarti d’ora sparsi nella settimana (e con quelli di tutte le altre mamme) e con il mio costruire griglie, o infilare spaghi nei pannelli… per come ero capace, ma con il desiderio che fosse bello.
Il pranzo con Rose, in cui si è reso carnale il fatto che «Tu sei un valore infinito» è nella nostra natura di creatura, mi ha fatto capire, invece, il vero punto di tutto, e i giorni successivi (l’incontro, la mostra, la Festa) e l’oggi, ne sono una conferma. Non ho contribuito alla costruzione di una mostra o di una cattedrale: l’esperienza della mostra ha costruito me. — Sara, gruppo mostre

Quando uno riceve tanto, non può non restituire tanto. Questo è il segreto dello stare bene insieme, svolgendo un servizio alla Festa della Regina. Chi sono io, per non restituire quanto ho ricevuto? — Carlo, griglia

È proprio vero quello che diceva Don Pepe, nella predica della messa della domenica mattina: tutto il nostro impegno per la Festa, le gioie e le fatiche sono possibili solo dall’incontro con Cristo presente tra noi nel volto degli amici che ti sono vicini e ti aiutano nel far sì che anche attraverso il tuo limite tutto venga abbracciato e la Festa, ma anche tutta la vita, diventino una cosa bella. — Tone, griglia

È stata la mia prima esperienza di Festa alla Regina Mundi. Mi sono sentita in un posto con un respiro internazionale che mi ha fatto anche ritrovare una parte di me. Mi ha riportato ad altre esperienze per me significative, collegandosi con esse, e ho provato la sensazione di essere “a casa” con me stessa e con gli altri. Ho apprezzato in primo luogo lo spessore culturale e spirituale, soprattutto grazie all’incontro con Rose Busingye e alla mostra «Tu sei un valore». Porto con me la bellezza dell’esperienza vissuta e il desiderio di partecipare più pienamente l’anno prossimo. Grazie. — Silvana, gruppo merchandising

Per me la Festa è l’occasione di rivedere volti amici e vivere insieme serate indimenticabili, di ritornare come a casa. — Maria, ex alunna che ha lavorato allo smontaggio e alle pulizie

Io ho dato la mia disponibilità nel fare qualche turno alla casse e poi ho cercato di aiutare nel mio piccolo a sistemare il materiale per i giochi dei bambini.
La partecipazione alla Festa, come l’aver chiesto ad alcuni genitori di bimbi in classe con i miei figli di fare insieme a me qualche turno alle casse, è frutto di un riconoscimento di gratitudine nei confronti di questo luogo, la scuola dei miei figli.
Luogo che in primis è stato incontro per me di grandi amicizie diventate nel tempo come una grande famiglia.
Quando tra i vari gruppi ci siamo ringraziati per aver dato un po’ del nostro tempo alla realizzazione della Festa, a me è proprio venuto in mente, vedendo poi cosa ne è nato, che insieme abbiamo contribuito alla realizzazione di una meravigliosa cattedrale, proprio come quella della mostra di Gaudì!
E ritornando anche alla domanda della mostra di Rose: «Chi sono io?», io sono solo un piccolo pezzetto di puzzle di cui Dio si è servito per la costruzione di questa meravigliosa Cattedrale. — Francesca, casse e giochi

Ho partecipato per la prima volta come volontario a tutti i giorni di Festa. Ho dato disponibilità per le casse. Non lo avevo mai fatto prima. Nei giorni precedenti mi dicevo: «Chissà come andrà?, Chi incontrerò?, Riuscirò ad essere utile?». Ma tutto con una serenità e una curiosità di fondo che mi stupivano. Al termine posso affermare che sono stati momenti davvero ricchi. Anche mia moglie con i bimbi ha partecipato tutti i giorni alla Festa, altro elemento di novità per la nostra famiglia.
Cosa è successo? Ho conosciuto persone nuove, ho incontrato vecchi amici dell’università e addirittura un compagno di liceo che non vedevo da vent’anni. E poi, i bimbi erano totalmente a loro agio! Per farla breve, mia moglie ed io ci siamo sentiti a casa e accolti in una compagnia.
La conclusione con la messa, celebrata da don Pepe, è stata la ciliegina sulla torta, ha mostrato ancora una volta l’attenzione ai bambini e ci ha ricordato che noi valiamo solo per il fatto di esistere. Parole che cercherò di scolpire nel mio cuore; sono tanto importanti quanto, troppo facilmente, dimenticabili a causa della frenesia del quotidiano. Grazie. — Alessandro, casse

La Festa è arrivata anche quest’anno con il suo carico di bellezza, amicizia e condivisione. Lo stupore e la gratitudine che genera in me questo evento che vivo ormai da anni è più forte di qualsiasi fatica e sacrificio compiuto, perché essa sia un’esperienza sempre più vera e profonda. Quest’anno ho anche vissuto istanti di grande commozione. Lacrime che riempiono gli occhi per una gioia che non ho deciso io ma che mi si fa gratuitamente e misteriosamente incontro. — Alberto, serate ed eventi

Sono una mamma di tre ragazzi che hanno frequentato questa scuola a cominciare da una quindicina di anni fa. Da sempre, l’aspetto che più mi ha conquistata e mi ha fatto preferire questa ad altre bellissime e buonissime scuole paritarie simili alla nostra, è stata l’atmosfera familiare che si respira. Al nido, alla materna, ma anche alla primaria di primo e secondo grado. Non avendo qui a Milano la mia famiglia di origine, sono stata davvero grata di aver trovato direttrici e presidi, maestre e professori che – senza nulla togliere alla loro grande professionalità – mi facevano sentire il sostegno, la complicità e la volontà di perseguire lo scopo più importante per me: aiutare i miei figli a crescere bene, a fiorire nella loro umanità, a sperimentare concretamente che la vita ha una speranza, è bella e vale la pena di essere spesa con generosità.
La prima Festa organizzata qui a scuola, e poi tutte le altre a seguire, sono state la possibilità di dilatare e condividere con sempre più persone questa possibilità di bene e di soddisfazione, di bellezza e di creatività operosa.
Con tre figli, i genitori incrociati negli anni sono stati tanti: con alcuni siamo diventati amici, con altri abbiamo raggiunto un buon grado di simpatia o “sopportazione”, con altri un po’ meno… (le chat di classe sono un terreno minato!). Ma sempre, a tutti i genitori incontrati a scuola, ho proposto di partecipare alla Festa della scuola, perché, fuori dalle dinamiche di rivendicazioni, lamentele, formalismi o cordialità superficiale, lì era possibile guardarsi finalmente in faccia, riconoscerci sinceramente insieme, solidali nel tentativo di voler veramente bene ed educare i nostri figli, e rendersi conto dell’umanità ricca e generosa degli insegnanti e dei dirigenti.
L’alleanza educativa di cui spesso si parla, soprattutto nelle scuole paritarie cattoliche, durante le feste della nostra scuola si è sempre manifestata con una potenza e una limpidezza stupefacenti, che ho sempre desiderato potessero vedere tutti.
Con alcuni genitori ormai c’è una storia decennale, e l’aver ricominciato lo scorso anno a organizzare la Festa, dopo i due anni di lockdown intermittente, oltre a fatiche e dispiaceri vari, ha rinvigorito o fatto nascere un’amicizia, una familiarità: siamo sempre di più un popolo, una tribù, un villaggio… E come recita un vecchio detto africano, ricordato più volte dal Papa, «per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio». Oggi però non sono solo i bambini ad aver bisogno di «crescere», anche noi adulti abbiamo bisogno che qualcosa cresca in noi: per quanto mi riguarda, abbiamo bisogno innanzitutto che cresca la speranza, spes contra spem, perché come vediamo tutti i giorni in tv o sui giornali, il mondo sembra sempre più spesso impazzito e incattivito.
La nostra Festa in fondo è come un pezzetto di Paradiso: gente che lavora sodo, gratuitamente e con gioia; bellezza regalata a piene mani; sano divertimento per piccoli e grandi; il gusto di conoscere e una intelligenza, una sapienza che ha a che fare con la vita; tutti che si vogliono bene e che non litigano… beh, questo forse non al cento per cento: per questo forse è meglio tornare alla similitudine della famiglia, dove le discussioni ci sono ma non tolgono nulla al bene che questa realtà è.
Quindi torno al punto di partenza: la familiarità che ho incontrato quindici anni fa, si fa sempre più desiderabile e preziosa col tempo. Essere come una grande famiglia (operosa, creativa, a volte pazzerella ma ricca di tradizione e di novità da trasmettersi gli uni gli altri) è ciò che riempie il cuore e che fa rinnovare la voglia di starci ancora, impegnarsi e mettersi a disposizione con gratuità.
Mi hanno molto colpito le parole del Rettore, Matteo Severgnini (bellissima novità nella storia della Regina Mundi), quando ha salutato tutti il giorno finale della Festa, dopo la santa messa e il pranzo sociale. Riferendo le parole di Rose Busingye, ospite d’eccezione della Festa RM 2023, ha detto più o meno così: «Matteo, devo smettere di essere egoista, perché ora ho visto che sei in una bella famiglia». Grazie a tutti, ci vediamo a settembre! — Stefania

Per me l’esperienza di quest’anno nel preparare e vivere la Festa è stata di una ricchezza inimmaginabile. Sono state ore spese per qualcosa che mi ha riempito il cuore, e per questo posso solo ringraziare di tutto il ritorno che ho visto e vissuto. In particolare la cosa che più mi ha colpito è il fatto che ci sono un sacco di persone e di famiglie che non aspettano altro di sentirsi parte di una cosa così, di una scuola che diventa a tutti gli effetti una festa, una famiglia, una casa, un luogo in cui sentire di appartenere. Ecco, questa festa genera appartenenza. Questo è quello che mi sono portata a casa vedendo come io mi sono sentita appartenere a questo luogo, a queste facce, e vedendo come famiglie delle classi dei miei figli hanno desiderato viverla e stare insieme in un modo che io non avrei mai pensato. In particolare con una famiglia abbiamo fatto un pranzo così bello in questo contesto della festa, che poi ci siamo lasciati col desiderio profondo di rivederci e rifrequentarci così. Che meraviglia! Quindi grazie per quello che questa Festa ha generato e continuerà a generare ancora. — Letizia, insegnante, gruppo mostre

Durante la festa ho fatto la stessa esperienza delle donne amiche di Rose o degli operai che hanno realizzato, seguendo Gaudi’, la Sagrada Familia. Quel pezzettino fatto, piccolo o grande che sia, più o meno visibile (poco importa se sia spaccare le pietre o tagliare frutta e pane!) ha un valore infinito perché è infinito il mio e tuo valore. E questo valore c’è indipendentemente da ferite, tribolazioni, dolori o fallimenti. Occorre solo un posto dove poter “consegnare” tutto ciò e sentirsi ridire ancora una volta «sei prezioso»! — Lorenza

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