Liceo scientifico e liceo linguistico
Il lavoro sistematico sulle competenze trasversali nei due licei della scuola ha avuto origine quando una nostra studentessa, all’indomani del suo Esame di Maturità, ha confidato al preside:
“Prof., mi sono accorta che non abbiamo difficoltà a raccontare la trama di un’opera o la vita di un autore, ma non sappiamo esprimere davvero che cosa ne pensiamo o che cosa l’autore stesso volesse dire”.
Abbiamo raccolto questa osservazione, semplice e diretta, come una sfida: quando uno studente padroneggia i contenuti ma fatica a elaborarli, a interpretarli, a farli propri, occorre ripensare il modo stesso di insegnare.
Siamo convinti, infatti, che non esiste separazione tra contenuti e competenze. Approfondire un contenuto implica imparare a giudicarlo, a comunicarlo e farlo diventare un sapere condiviso; in questo senso, i contenuti rappresentano il terreno d’elezione indispensabile per far emergere e maturare le capacità del soggetto. Allo stesso tempo, sviluppare nello specifico le competenze trasversali – comuni a più discipline – consente agli studenti di comprendere più a fondo i contenuti stessi, cogliendone i significati, le implicazioni e le connessioni, rendendo l’apprendimento un atto di consapevolezza critica. Per questo abbiamo messo in discussione il nostro modo di costruire le lezioni.
Cosa abbiamo fatto
Per iniziare questo processo di approfondimento, abbiamo iniziato rileggendo le competenze richieste dall’esame di Stato e dal colloquio finale, chiedendoci quali fossero davvero importanti — non solo per superare un esame, ma per la vita. Abbiamo identificato cinque competenze trasversali che per noi sono fondamentali: pensiero critico, comunicazione, collaborazione, capacità di risolvere problemi e capacità di autovalutazione.
I docenti, divisi per dipartimenti, hanno lavorato insieme per progettare lezioni pensate per approfondire i contenuti e contestualmente attivare queste competenze: ad esempio, lavori di gruppo per sviluppare la collaborazione, confronto tra fonti per il pensiero critico, domande aperte per stimolare l’elaborazione personale. Ogni lezione veniva presentata e discussa con i colleghi prima di essere realizzata in classe, e raccoglieva poi feedback da professori e anche dagli studenti. Sono state costruite inoltre rubriche di valutazione con descrittori che rendono osservabile e misurabile ciò che di solito si considera non valutabile perché intangibile.
Le voci degli studenti
I riscontri sono stati significativi. Uno studente ha detto: “Sembrava di essere all’università”. Un altro ha ammesso: “Ho dovuto pensare e ragionare… Mi costringe ad avere un punto di vista.”
Gli insegnanti hanno osservato che lavorare in coppia o in piccoli gruppi libera gli studenti: chi fa più fatica si sente autorizzato a chiedere, chi è più sicuro rafforza la propria autostima. Questo tipo di attività favorisce anche l’acquisizione di capacità cognitive, stimolando l’attenzione, l’elaborazione dei contenuti e la memoria, affinando il linguaggio. Tutto questo si traduce anche in una più viva partecipazione alla lezione e al lavoro proposto.
Perché lo facciamo
Le competenze trasversali — la capacità di collaborare, di comunicare, di pensare criticamente, di risolvere problemi — si costruiscono nel tempo, e rimangono malleabili per tutta l’adolescenza e oltre. Significa che ogni insegnante, ogni anno, ogni disciplina, ha un ruolo significativo nel loro sviluppo.
Non stiamo aggiungendo materie al programma. Stiamo cambiando il modo in cui le materie vengono insegnate — perché i nostri studenti imparino a confrontarsi in modo più maturo e strutturato con la disciplina, e perché imparino a usare il metodo caratteristico di ciascuna disciplina per imparare a conoscere la realtà. Ciò permetterà loro di confrontarsi con le sfide che la realtà pone; a scuola, ma anche nella vita oltre la scuola.
Un approfondimento sul lavoro dell’Ufficio Ricerca e Innovazione e sui progetti che stanno cambiando la didattica.