Ufficio Ricerca e Innovazione
L’anno è iniziato con un momento che racconta bene il cammino che stiamo facendo: la partecipazione della nostra scuola al Festival dell’Innovazione Scolastica. Da quell’esperienza prende avvio un racconto che mette in luce il lavoro dell’Ufficio Ricerca e Innovazione e di tanti docenti che, con passione e competenza, rendono possibile una scuola capace di rinnovarsi e di offrire ai ragazzi un’esperienza educativa sempre più viva e attuale.
Nel corso di quest’anno scolastico i nostri Licei hanno avviato un importante percorso di innovazione didattica. Tutto è partito da una domanda semplice ma decisiva: stiamo davvero preparando i nostri studenti ad affrontare con consapevolezza e sicurezza le sfide della vita adulta?
Negli ultimi anni erano emerse alcune fragilità, soprattutto in vista dell’esame di maturità: difficoltà nel pensiero critico, nella gestione del tempo e dell’ansia, nella capacità di collegare le conoscenze tra le diverse discipline. Per rispondere a queste sfide, i docenti hanno intrapreso un percorso di formazione e confronto, ripensando il modo di insegnare in tutte le materie.
Sono state introdotte nuove modalità didattiche – come lavori di gruppo, dibattiti, progetti e simulazioni – per rendere le lezioni più attive e coinvolgenti. Parallelamente, la scuola ha individuato cinque competenze chiave da sviluppare: pensiero critico, problem solving, collaborazione, comunicazione e autovalutazione, con indicatori chiari e condivisi per osservarle e valorizzarle nel lavoro quotidiano.
Al Festival dell’Innovazione Scolastica di Valdobbiadene, il preside Daniele Severgnini e la vicepreside Alessandra Posca hanno presentato due esempi di questo percorso: in diritto, la riorganizzazione delle lezioni sul sistema carcerario ha previsto l’uso di diverse fonti – testi normativi, video-interviste, rapporti – messe a confronto con le riflessioni personali degli studenti; in spagnolo, l’approccio è stato rinnovato introducendo tematiche letterarie di rilievo esistenziale e la metodologia del dibattito, che ha aiutato gli studenti a sviluppare pensiero critico e capacità di comunicazione.
Un modo di insegnare che non aggiunge nuovi contenuti, ma integra conoscenze e competenze, restituendo agli studenti un ruolo attivo e ai docenti una nuova energia nel guidarli verso una crescita più consapevole e completa.
La sfida che ci poniamo non riguarda solo gli studenti, ma anche gli insegnanti: vogliamo una scuola in cui la formazione e la crescita professionale dei docenti siano parte integrante del cammino educativo.
Per questo ci impegniamo a cogliere ogni occasione che favorisca lo sviluppo della qualità didattica e dell’innovazione.
Questo significa avere un Ufficio Ricerca e Innovazione che lavora costantemente per valorizzare e sostenere questi processi, e al tempo stesso saper intercettare le opportunità e i finanziamenti che li rendono possibili — primo fra tutti il PNRR.
Nato nel contesto post-pandemico, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha permesso alle scuole italiane di realizzare progetti dedicati alla digitalizzazione, al potenziamento delle competenze STEM, al contrasto della dispersione scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa.
Scopri nell’infografica alcuni dati sui progetti realizzati.
Nella video-intervista, Caterina Cazzaniga dell’Ufficio Ricerca e Innovazione, racconta il cuore del suo lavoro: proseguire e ampliare i progetti già avviati, trovandone di nuovi per la formazione dei docenti.
Un cammino che rafforza la School Culture di Regina Mundi e aiuta ogni insegnante a guardare i propri studenti con uno sguardo più vero, più completo, più umano.
Il pensiero divergente è libertà di immaginare, cercare connessioni nuove, accogliere l’imprevisto e trasformarlo in possibilità.