la forza di un Natale che accade ancora
In questo tempo attraversato da tensioni internazionali, conflitti, incertezze economiche e da una fatica diffusa che tocca famiglie, scuola e società, il Natale arriva come una domanda: che cosa può davvero sostenere il cuore dell’uomo?
Mai come oggi sentiamo il bisogno di un fondamento più grande delle paure che ci abitano, di una speranza che non sia ingenua, di una pace che non sia retorica.
E sorprende constatare che questa stessa domanda attraversava anche la storia in cui Gesù è nato. La Terra Santa di allora — come ricordano le parole del Cardinale Pierbattista Pizzaballa — era scossa da tensioni politiche, giochi di potere, popoli oppressi dai potenti. Eppure, proprio lì, in quel mondo difficile, due giovani sposi, Giuseppe e Maria, si mettono in cammino verso Betlemme.
Non per rassegnazione, né per impotenza: ma per fede¹.
La loro fede non li sottrae alla realtà, non li illude. La fede, quando è autentica, illumina la storia: permette di vedere in ciò che accade non solo fatica e ostacoli, ma il luogo — inatteso e concreto — in cui Dio si rende vicino.
Il Natale è un avvenimento presente: Dio entra nella storia, la assume, la condivide fino in fondo e ne riapre la possibilità di speranza².
La Regina Mundi vive ogni giorno la certezza che l’educazione — la relazione con i ragazzi, la collaborazione con le famiglie, il lavoro appassionato dei docenti e del personale — è il luogo concreto in cui questa speranza può incarnarsi.
Nulla di ciò che viviamo a scuola, dalle gioie alle tensioni, dai successi ai fallimenti, resta fuori da quello sguardo con cui il Padre ci prende sul serio.
Il Natale ci invita proprio a questo: a guardare la realtà come la guardarono Giuseppe e Maria, lasciandoci sorprendere da una Presenza che continua a farsi spazio dentro le nostre fragilità e a trasformarle.
E, come un’eco che attraversa i secoli, ci raggiunge il saluto di Papa Leone XIV nella sua prima comparsa al mondo:
«La pace sia con tutti voi! Una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante.» ³
È questa la pace che desideriamo per tutte le famiglie della nostra scuola: non una tregua momentanea, ma un modo nuovo di abitare la vita, generato dalla certezza che Dio non abbandona la storia, ma la visita.
A voi famiglie, ai nostri studenti, ai docenti, al personale e a tutti coloro che camminano con la Regina Mundi auguriamo un Santo Natale.
Matteo Severgnini, Rettore
Consiglio di Amministrazione, Cooperativa Sociale Regina Mundi
NOTE
1 Cfr. Pierbattista Pizzaballa, Omelia della Notte di Natale, Gerusalemme, 24 dicembre 2024: «Questa nostra Terra Santa in quel tempo era soggetta a giochi di interessi internazionali… Rassegnazione la loro? […] No! Era fede! E la fede, quando è profonda e vera, è sempre uno sguardo nuovo e illuminato sulla storia, perché chi crede, vede!».
2 Cfr. Pierbattista Pizzaballa, Omelia della Notte di Natale, Gerusalemme, 24 dicembre 2024: «Noi vediamo in questo Bambino il gesto inedito e inaudito di un Dio che non fugge la storia… la ama, la assume, vi entra con il passo delicato e forte di un Bambino […] e le offre una via di uscita di vita e di speranza».
3 Leone XIV, Primo saluto al mondo, 2025: «La pace sia con tutti voi! Una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante».
A scuola un semplice “buongiorno” diventa invito a camminare insieme, a riconoscersi e a custodire il desiderio di pace che ci accompagna.