Abbiamo incontrato Edoardo Moltrasio e Francesco Vianello di Ermesia, che ci raccontano come Regina Mundi Academy stia diventando sempre più parte integrante della proposta educativa di Regina Mundi.
Da dove nasce l’esperienza di Academy?
Edoardo Moltrasio: Academy non è qualcosa di aggiunto dall’esterno. Già alcuni anni fa diversi insegnanti – tra i quali la maestra Stefania e la direttrice Lucia – hanno avuto l’intuizione di offrire ai ragazzi un pomeriggio non di semplice custodia, ma di crescita: spazi in cui coltivare passioni sportive, artistiche e creative in continuità con le lezioni del mattino. Negli anni l’offerta si è allargata a tutta la scuola, fino al quartiere. Con l’affiancamento di Ermesia, realtà di consulenza e progettazione educativa, abbiamo raccolto e sviluppato questo patrimonio, integrandolo sempre più con la visione e la school culture di Regina Mundi.
Qual è la visione che vi guida oggi?
Edoardo Moltrasio: È nata da un dialogo con il Rettore Matteo Severgnini e con Mauro Giacomazzi dell’Ufficio Ricerca e Innovazione. L’idea è che ogni ragazzo sia unico e che la scuola debba imparare a guardarlo da angolature diverse. La mattina e il pomeriggio non sono due mondi separati, ma due sguardi che si arricchiscono a vicenda.
Ce lo conferma una piccola atleta: «Oltre anche allo sforzo fisico che si fa, secondo me, è anche importante per la mente, perché ti cambia proprio, ti aiuta ad essere più aperta con tutti quanti, ad avere più coraggio. Per esempio, quando si fanno le gare, soprattutto gli individuali, ti aiuta proprio a sconfiggere l’imbarazzo e ti aiuta anche nelle interrogazioni a scuola».
Ecco il cuore della visione: le esperienze del pomeriggio non restano isolate, ma diventano una risorsa per vivere meglio anche la scuola del mattino.
In che modo ciò che si vive in Academy aiuta anche nello studio?
Edoardo Moltrasio: Lo sport e le attività artistiche allenano concentrazione, calma e responsabilità, qualità che poi tornano utili anche in classe. Lo dice chiaramente un’altra ragazza: «All’inizio, quando non facevo ginnastica ritmica seriamente, non riuscivo a stare molto concentrata né nella ginnastica ritmica né a scuola. E invece adesso sono molto più concentrata». È proprio questo che vogliamo: un’educazione che non divida i tempi, ma aiuti i ragazzi a crescere in modo integrale.
Come si traduce questa visione nel lavoro quotidiano?
Francesco Vianello: Il primo passo è stato lavorare dentro Academy: non solo scegliere i corsi, ma esserci. Abbiamo osservato i gruppi, conosciuto i bambini, dialogato con gli istruttori. Così è nato, ad esempio, il Multisport: ci siamo accorti che molti bambini avevano bisogno di più libertà e gioco, e abbiamo pensato a un’attività fatta apposta per loro. Anche l’open day dedicato è stato prezioso: ha permesso a famiglie e ragazzi di scoprire più possibilità e di orientarsi meglio.
Che ruolo hanno gli istruttori in questo percorso?
Francesco Vianello: Non li consideriamo fornitori esterni, ma partner educativi. Hanno la stessa responsabilità dei professori nell’accompagnare la crescita dei ragazzi. Lo vediamo nei percorsi che fanno con loro: una studentessa, che pratica ritmica, racconta che «durante le gare, ogni volta avevamo questa ansia, ma dopo ho avuto sempre più fiducia dentro di me e sono riuscita ad andare avanti. Sono riuscita anche ad andare alle nazionali ed è stato meraviglioso». Questo è il senso: non solo insegnare una disciplina, ma camminare con i ragazzi nella loro crescita.

Quali azioni avete già intrapreso per costruire questa comunità educativa?
Francesco Vianello: Abbiamo invitato tutti gli istruttori alla festa della scuola, dove è stato presentato il tema educativo dell’anno: “Educazione è convocazione”. È stato un momento per dire loro: non siete esterni, ma parte della comunità. Poi abbiamo avviato colloqui di fine anno, un confronto diretto con i partner – dal karate al kickboxing, dalla ritmica al volley – per condividere la loro visione educativa e le nostre osservazioni, avviando così uno scambio reciproco che ci ha arricchiti tutti.
E quali azioni sono previste per quest’anno?
Francesco Vianello: Vogliamo dare ai partner educativi strumenti più efficaci: momenti di formazione comune e schede di autovalutazione che li aiutino a riflettere sugli obiettivi e sulle competenze che i corsi sviluppano. Sono utili anche per le famiglie, che possono capire meglio che Academy non è un doposcuola, ma un tassello fondamentale della crescita.
Chiunque viva Regina Mundi sa che è un luogo dove si impara e si cresce: Academy ne è la prova, con un “filo rosso” che unisce le lezioni del mattino e le attività del pomeriggio in un’unica proposta educativa.
Gli studenti hanno progettato scarpe uniche che raccontano chi sono. Un viaggio tra creatività e identità, dove ogni dettaglio parla di loro.