La macchia rappresenta da secoli una potente fonte di suggestione per adulti e bambini. Chi di noi, osservando le venature del legno o le sfumature di una pietra marmorizzata, non si è divertito a immaginare personaggi fantastici o scenari mozzafiato?
Nell’arte di Leonardo da Vinci, la macchia diventa il luogo in cui l’immaginazione dell’artista può spaziare liberamente, dando vita a immagini nuove e sorprendenti.
La dimensione del pensiero creativo, svincolata dall’agire puramente razionale, permette di attingere dalla memoria luoghi, profumi e sensazioni, trasformandoli in narrazioni visive.
Queste suggestioni diventano la tela su cui costruire racconti inediti, lo spazio in cui la creatività prende avvio. Gli alunni di seconda media hanno realizzato questi quaderni d’artista seguendo un processo ispirato al metodo creativo di Leonardo da Vinci.
Nel suo Trattato della pittura, Leonardo suggeriva infatti di osservare le macchie sui muri, la cenere, le nuvole o i fanghi per trarne spunto. Così i ragazzi, partendo da macchie casuali create con l’acquarello, hanno saputo scorgere in esse mondi nascosti e trasformarli in racconti per immagini.