Un’amicizia che ha generato una casa
All’origine della Fondazione Padre Emmanuel non c’è un progetto educativo pensato a tavolino, ma l’incontro di alcuni giovani con Padre Emmanuel, frate francescano e sacerdote. Da subito è nata un’amicizia quotidiana, fatta di gesti semplici, di tempo condiviso e di responsabilità affidate con fiducia.
Padre Emmanuel aveva uno sguardo capace di riconoscere ciascuno, soprattutto chi rischiava di rimanere ai margini. In questo sguardo molti hanno incontrato una paternità vera, capace di introdurre alla vita e a un rapporto personale con Cristo. La liturgia, il lavoro, la tavola, il riposo: tutto diventava occasione per imparare che il quotidiano può essere abitato da un significato più grande.
Da questa esperienza nasce una consapevolezza decisiva: l’uomo ha bisogno di una casa per capire che la vera dimora è Cristo. Una casa non solo come spazio fisico, ma come luogo dove la vita può essere condivisa, soprattutto nei momenti in cui il tempo libero rischia di diventare dispersione o dimenticanza, come le vacanze.
Dare una casa significava offrire alle persone la possibilità di vivere un luogo in cui incontrare il proprio destino e fare esperienza di amicizia: famiglie, bambini e adulti che crescevano insieme, camminando dentro una compagnia più grande.
È in questo orizzonte che prende forma il Villaggio di Edolo. A cavallo tra gli anni ’70 e ’80, nei pressi del paese di Edolo, in Val Camonica, viene costruito un villaggio per ospitare gli operai impegnati nella realizzazione di una centrale idroelettrica. Al termine dei lavori, quelle strutture avrebbero dovuto essere smantellate.
Padre Emmanuel propone alla società proprietaria del complesso di trasformarle in un luogo di accoglienza e di educazione. La proposta viene accolta e il villaggio viene ceduto. Negli anni successivi, il gruppo di amici cresciuto attorno a lui inizia a dedicare le proprie vacanze al lavoro manuale: ristrutturare, sistemare, abitare insieme. Il lavoro diventa parte di un’esperienza di amicizia e di vita condivisa. Così Edolo diventa un vero villaggio: un luogo dove si vive, si cucina, si lavora, si prega, insieme.
Negli anni successivi, il gruppo di amici cresciuto attorno a lui inizia a dedicare le proprie vacanze al lavoro manuale: ristrutturare, sistemare, abitare insieme. Il lavoro diventa parte di un’esperienza di amicizia e di vita condivisa. Così Edolo diventa un vero villaggio: un luogo dove si vive, si cucina, si lavora, si prega, insieme.
Con il passare degli anni nasce il bisogno di custodire questa esperienza e darle una forma stabile. È così che prende vita la Fondazione Padre Emmanuel, costituita formalmente nel 2020 per dare una fisionomia chiara a una storia già viva e permetterne la continuità nel tempo.
I fondatori sono parte della stessa cooperativa che gestisce la scuola Regina Mundi, insieme ad alcune persone che hanno scelto di assumersi questa responsabilità. Il legame tra Edolo e la scuola nasce in modo naturale, da una storia condivisa e da una medesima intuizione educativa.
Oggi la missione della Fondazione è duplice: custodire e sviluppare il Villaggio di Edolo e gestire Nido e Scuola dell’Infanzia di Viale Corsica, rendendo visibile una continuità educativa che passa attraverso l’esperienza e la vita insieme.
Oggi Edolo continua a essere un luogo educativo pensato per l’incontro e la condivisione. A Edolo non si sta da soli: la struttura stessa invita alla relazione. Gli spazi comuni e i tempi condivisi rendono inevitabile il vivere insieme.
È dentro questa esperienza che si comprende il senso del “villaggio”: ciò che Papa Francesco avrebbe poi sintetizzato con l’espressione «per educare un bambino ci vuole un villaggio», a Edolo è da sempre realtà vissuta. In un tempo segnato dalla frammentazione e dall’isolamento, Edolo resta un luogo in cui l’amicizia è possibile e la vita può essere condivisa, e che oggi desidera anche aprirsi e farsi conoscere all’esterno come spazio di accoglienza ed esperienza comunitaria.
Per conoscere il Villaggio di Edolo e le possibilità di accoglienza, è possibile visitare il sito della Fondazione:
Il Bilancio Sociale racconta identità, valori, attività educative, risultati dell’anno e prospettive future.