Uno spazio per crescere insieme

“Le cose vere della vita non si imparano né si studiano ma si incontrano” (Oscar Wilde)

Incontrare davvero l’altro significa ascoltarlo, riconoscere la sua voce, accogliere ciò che porta. Ma oggi, per molti ragazzi, questo incontro è reso difficile da un disagio crescente che attraversa il mondo giovanile. Negli ultimi anni il tema del benessere psicologico dei bambini e degli adolescenti è diventato sempre più centrale. I dati parlano chiaro: insicurezza economica, difficoltà familiari, pressione sociale e uso delle tecnologie digitali sono fattori che alimentano fatiche diffuse e spesso dolorose, che emergono proprio nei contesti quotidiani, come la scuola.

Ma è proprio qui che la scuola può rappresentare uno spazio diverso: un luogo in cui ci si sente guardati e accolti, un contesto educativo che accompagna i ragazzi e sostiene chi ha la responsabilità di guidarli. In questa prospettiva si inserisce la collaborazione con le psicologhe Anna Maria Ballerini ed Elisa Arrigone, che da tempo affiancano studenti, docenti e famiglie con un lavoro che si muove su due fronti complementari: la formazione agli insegnanti e lo sportello di ascolto.

La scuola, infatti, è luogo di incontro e di appuntamenti. In questo contesto, guardare ogni persona a 360 gradi significa non ridurla a un singolo aspetto o a una difficoltà momentanea. In questa prospettiva, la presenza delle psicologhe rappresenta un valore aggiunto: uno sguardo in più che aiuta a leggere, comprendere e accogliere la complessità dell’umano.

Avere più prospettive e potersi affidare a competenze diverse permette di non temere ciò che ciascuno è. Guardare in profondità e nominare le esperienze, anche quando difficili, diventa così un gesto di coraggio e di cura.

Nonostante ciò, quello che si riesce a vedere e nominare rimane inevitabilmente parziale. Eppure, la tensione che guida il lavoro educativo è chiara: cogliere l’integralità della persona, nella sua interezza. Interessa tutto dell’altro, senza paura, con la convinzione che ogni sguardo in più non limiti, ma arricchisca.

In questa luce, la scuola si configura non solo come luogo di trasmissione di conoscenze, ma come spazio di autentico incontro e di sostegno all’orientamento di un pensiero critico, dove educatori, studenti, famiglie e professionisti camminano insieme per dare forma a una comunità capace di accogliere ognuno nella sua pienezza.

Proprio per questo si è pensato negli anni ad un tipo di formazione e consulenza durante tutto l’anno rivolta agli insegnanti.

La formazione guidata da una psicologa offre proprio questo: uno spazio in cui i docenti possono fermarsi, riflettere, confrontarsi. Prendersi cura degli insegnanti significa ridurre difficoltà, solitudine e rischio di sovraccarico, offrendo momenti di dialogo e sostegno.

Inoltre, il confronto tra colleghi, guidato da un esperto, permette di riscoprire dentro di sé il proprio modo di stare in classe e le proprie risorse. È un investimento prezioso per l’intera comunità educante, perché rende i docenti più consapevoli del loro ruolo e delle competenze che già possiedono e che possono sviluppare.

Accanto a questa dimensione più rivolta agli adulti, altrettanto prezioso è lo sportello psicologico scolastico che rappresenta per i ragazzi un punto di riferimento importante, un primo sostegno nei momenti in cui la fatica si fa sentire e sembra difficile trovare risposte. È uno spazio di libertà, in cui non ci sono imposizioni ma la possibilità di incontrare un adulto capace di ascoltare, accogliere e orientare.

In questo luogo quindi possono trovare voce quei pensieri e quelle preoccupazioni che spesso restano inespressi – l’ansia per il rendimento, i cambiamenti del corpo e delle emozioni, il peso delle relazioni tra pari o delle aspettative familiari – così da poterli nominare e dar loro una forma.

In questo dialogo continuo tra studenti, insegnanti e famiglie, la scuola si conferma uno spazio vitale di ascolto e di crescita condivisa.

Quello che cerchi c'è

Matteo Severgnini, rettore della scuola, riflette sul disagio giovanile e sull'importanza dell'educazione nel costruire un futuro pieno di senso e speranza per i nostri ragazzi.