Didattica a distanza? noi ci siamo!

Il blocco delle scuole per l’emergenza del coronavirus non può fermare l’avventura dell’educazione. E non ha fermato le Scuole Regina Mundi di via Boncompagni e Maria Consolatrice di viale Corsica.

 

Lunedì 24 febbraio la regione Lombardia decretava la chiusura di tutte le scuole. Era solo l’inizio di una situazione eccezionale in cui ancora oggi tutti siamo immersi.

Non vi nascondo l’inevitabile preoccupazione in chi, come me, è chiamato a dirigere la scuola in questo periodo. Preoccupazione per la corretta interpretazione delle normative che si susseguono, per il personale e la sua salute, per una continuità didattica da garantire.

Eppure, dentro questa situazione, ho visto sorgere intorno a me una reale rete di collaborazione. Dentro questa emergenza non posso non ringraziare tutti, a partire dai dirigenti didattici, protagonisti in prima persona, fino a tutti i docenti, che si sono messi in gioco e che fin da subito si sono attivati per continuare a garantire il cosiddetto patto educativo.

Sulla ordinanza dell’ 8 marzo si legge: “Ogni iniziativa che favorisca il più possibile la continuità nell’azione didattica è, di per sé, utile. Si consiglia comunque di evitare, soprattutto nella scuola primaria, la mera trasmissione di compiti ed esercitazioni, quando non accompagnata da una qualche forma di azione didattica o anche semplicemente di contatto a distanza”. (Dpcm 8 marzo 2020) Emerge quindi il concetto che la didattica a distanza non può e non deve consistere solamente nell’assegnare compiti da svolgere.

Noi ci abbiamo creduto fin da subito e ci siamo attivati innanzitutto per garantire le lezioni on-line, uniche che possono aiutare a mantenere quella “relazione” discente docente così necessaria, e che permettono di continuare un contatto, anche visivo, tramite cui ciascuno può sentirsi chiamato per nome. Accanto ad esse, troviamo il caricamento sulla piattaforma della scuola di materiali per lo studio e di video lezioni off line, link, ausili didattici e altro.

Ma ancora non basta, perché bisogna ripensare tutta la didattica alla luce di questo prepotente cambiamento di metodo. Non è sufficiente riproporre il programma scolastico in digitale rispetto a quanto si faceva in presenza. È necessario ripensare modi e contenuti, fissare obiettivi di apprendimento raggiungibili, stabilire nuove forme di valutazione.

Ma permettetemi di darvi qualche numero dell’immenso lavoro che i nostri docenti hanno fatto e stanno ancora svolgendo!   vedi anche “tutti i numeri della scuola on-line”

In questa settimana, ormai la quarta dall’inizio dell’emergenza, siamo andati quasi “a regime” e possiamo contare giornalmente 4 ore di didattica on-line per il liceo linguistico e 3 ore sia per l’istituto tecnico economico che per la scuola media. La scuola primaria vede un appuntamento quotidiano per le classi quinte e tre volte la settimana per i ragazzi di terza e quarta. Ai più piccolini (seconde e prime) vengono inviati videolezioni e tutorial sul portale dedicato. Accanto alla didattica on-line i docenti di tutti i livelli di scuola propongono lezioni videoregistrate, presentazioni animate, file audio e diverse attività da svolgere a casa autonomamente.

Anche le maestre della scuola dell’infanzia, nido e propedeutica si sono mosse con attività adeguate a rispondere e fare compagnia ai loro piccoli attraverso videomessaggi, lettura di storie, marionette e lavoretti da realizzare.

Fondamentale è stato il lavoro di ogni dipartimento disciplinare, che si è organizzato da remoto per programmare la didattica online delle prossime settimane, nessuna disciplina esclusa. Anche per educazione fisica vengono mandati video per tenersi in forma e la nostra preside delle medie trasmette filmati con gustose videoricette per il tempo libero, ormai vera concorrente delle più famose cuoche tv!

Ma la cosa che sta colpendo e commuovendo tutti è la risposta che viene dai nostri alunni.

All’inizio istintivamente erano quasi contenti di essere a casa, si sentivamo come in vacanza. Ma sono bastati pochi giorni ed è emerso prepotente il bisogno di “riempire” il tempo; la solitudine e poi la noia hanno invaso le loro giornate. Si stanno accorgendo di quanto sia grande la grazia di poter andare a scuola; di avere un ambito di compagnia e amicizia che si cura di te e ti accompagna a diventare grande. È veramente evidente ora che i propri compagni e docenti sono un dono prezioso, come preziosa è la possibilità di rapporti che ti guidino non solo attraverso questa nuova esperienza didattica ma soprattutto nelle domande di senso e nella voglia di riprendere, che la vita “chiusa in casa” pone.

Questo il nostro compito educativo che si rende ancora più urgente oggi e a cui non vogliamo venire meno.

Massimo Massagli

Rettore Scuola Regina Mundi