In occasione della Giornata della Memoria, i ragazzi di terza media hanno partecipato a un importante evento.

La commemorazione del piccolo Alfredo Winter, presso il cippo che lo ricorda in piazza Martini.

Ebreo tedesco che abitava nella nostra zona, nascosto presso una famiglia amica durante il periodo delle leggi razziali, fu denunciato per denaro, arrestato e deportato. Morì a 9 anni in un campo di concentramento.

Dopo la deposizione di una corona d’alloro, dopo che sono risuonate le note del “Silenzio”, sono intervenute diverse personalità. Il Presidente del Municipio 4 ha ricordato, citando Hanna Arendt, come un male mostruoso sia stato compiuto da gente, di fatto, “normale”. Ha anche sottolineato come occorra difendete la libertà e per far questo continuare a “pensare con la propria testa” mettendo in gioco la propria umanità e intelligenza.

Di seguito, il rappresentante comunità ebraica di Milano ha rilevato come la memoria spesso sia vissuta in modo acquoso e generico e parlato di memoria comunicativa. “Se comprendere è impossibile conoscere è necessario” ha detto citando Primo Levi: bisogna conoscere per sentire e per pensare. Laura Schiaffino, che nel Municipio si occupa di educazione: ha ricordato che a noi spetta il compito di tramandare questo evento che non è fisso nel passato, ma che resta vivo nell’oggi. Ha poi affermato che quello che è accaduto parla di un rischio che c’è sempre, e diceva che l’unico modo per evitarlo è “Destare il cuore e paragonare con sé quello che accade”. Ha dato anche un compito ai ragazzi: “Chiedete ai vostri genitori: “Che cosa dà valore a una persona?””, concludendo che la memoria o è presente o non serve a nessuno. E’ stato utile questo gesto che nella sua estrema semplicità ha suscitato tante domande in noi e nei nostri ragazzi e ci ha richiamato il valore di una educazione del cuore, della ragione e della libertà.