Sfide di Competenza

La sfida di competenza è una modalità didattica che coinvolge tutti gli studenti delle classi del Triennio.

Si opera – studenti e docenti insieme – in situazione di “simulazione di impresa”, come se si facesse parte di una start – up, su dei progetti aziendali, con il metodo del Project Management

Le Sfide di Competenze coinvolgono tutte le aree didattiche.

Ogni classe affronta dalle tre alle cinque sfide di competenza ogni anno. Ogni sfida di competenza viene realizzata nell’arco di una/due settimane, utilizzando dalle dieci alle quindici ore di lezione in codocenza.

Le Sfide di Competenze si sviluppano secondo questo schema:

  • Commessa. Un soggetto esterno alla classe chiede l’analisi di un caso aziendale o imprenditoriale, oppure la realizzazione di uno studio, di un business plan, l’upgrade di un prodotto o di un servizio già esistente.
  • Analisi delle esigenze del committente. Questa fase serve a capire nel dettaglio le richieste del committente per evidenziare con precisione i vari passaggi del lavoro da realizzare.
  • Organizzazione interna. La classe interessata si organizza, a seconda di quanto necessario per la realizzazione della commessa, in vari gruppi di lavoro, secondo le modalità del Project Management, con compiti e dead line intermedie e finali. Un docente è il responsabile efficacia / efficienza dell’organizzazione
  • Realizzazione della commessa. I singoli gruppi realizzano il lavoro richiesto. In questa fase i docenti delle materie interessate alla Sfida sono dei “consulenti esperti” esterni alla start up
  • Presentazione del prodotto al committente. Questo è il momento finale, in cui, normalmente in un incontro pubblico (vengono coinvolti anche docenti e studenti delle classi che non hanno operato) il prodotto viene presentato a chi lo aveva richiesto.
  • Valutazione. Al termine del lavoro i docenti impegnati nell’attività valutano quello che ha funzionato e quello che deve essere rivisto, sia dal punto di vista del prodotto che dell’organizzazione.

CARRERA JEANS

classe: 4’ Tecnico Economico
obiettivo: Individuare le domande, le sfide, i problemi e le criticità che le aziende hanno incontrato e la loro modalità di affrontarle. Preparare una breve serie di slide che facciano emergere questi dinamismi e presentarle a un interlocutore esterno.
tempistica: 10 ore

DISPONIBILITÀ DI MANODOPERA

Mancanza di manodopera ad un prezzo accessibile in Italia.

In Italia sempre meno persone vogliono svolgere lavori manuali e quindi la poca manodopera del nostro paese chiede anche uno stipendio proporzionato al costo della vita. Questo lascia all’impresa la sola scelta di delocalizzare in un altro paese che permetta di abbassare i costi di produzione e del personale (in questo caso il Tagikistan).

RICERCA E INNOVAZIONE

Una sfida che affronta in qualità di impresa produttrice di abbigliamento è quella di riuscire ad interpretare le  mode, anticiparle e farle loro.

Per riuscire a non essere sopraffatti da questa sfida che non potrà mai essere completamente risolta ci hanno
spiegato che alcuni dei loro dipendenti di ricerca e sviluppo viaggiano in particolare in America ma anche nel resto del mondo per ricercare innovazione.

COSTO SOCIALE

Il costo sociale dello smaltimento delle sostanze tossiche che vengono prodotte durante la produzione del jeans.

Dato che la produzione è situata in Tagikistan, dove le leggi antinquinamento sono molto più permissive, la Carrera potrebbe non preoccuparsi dell’inquinamento che produce ma questo avrebbe delle conseguenze sulle lavoratrici Tagike che vivono vicino alla fabbrica e quindi sulla qualità del prodotto calerebbe. Allo stesso tempo però svolgere questa attività è un costo non moderato per l’impresa.

Ca’Vit Trento

classe: 4’ Tecnico Economico
obiettivo: Individuare le domande, le sfide, i problemi e le criticità che le aziende hanno incontrato e la loro modalità di affrontarle. Preparare una breve serie di slide che facciano emergere questi dinamismi e presentarle a un interlocutore esterno.
tempistica: 10 ore

DIVERSITÀ

Dato che l’impresa é composta da varie cantine socie comprende diversi tipi di territori che richiedono diversi tipi di attenzioni.

Questa impresa vinicola esercita la propria attività in alcuni territori che richiedono che tutti i processi dell’uva siano svolti interamente a mano mentre altri territori richiedono l’utilizzo di macchinari.

RISCHI ESPORTAZIONI

Un altro problema che affronta la Cavit si presenta durante l’esportazione del loro vino all’estero.

L’esportazione infatti rappresenta un’enorme parte del profitto ma anche dei rischi: per esempio ci hanno raccontato che quando il vino arriva a destinazione, vengono svolti dei test per verificare la qualità del prodotto e nel caso in cui questo non raggiunga gli standard originali, rappresenta un problema per l’azienda.

DISPONIBILITÀ MANODOPERA

Un terzo problema che potrebbe pesantemente influenzare la Cavit è legato alla manodopera.

In Italia sempre meno persone sono disposte a svolgere lavori manuali e questo in futuro potrebbe rappresentare una grossa sfida perché la delocalizzazione non è un’opzione accettabile e, specialmente per alcune zone, ci sarà sempre bisogno di lavoro manuale.

VERSO UN BUSINESS PLAN

Classe: 4’ Tecnico Economico
Situazione di partenza: Un soggetto competente chiede di costruire un piano di fattibilità in stile Business Plan su una attività commerciale specifica (Nel caso specifico, il preside ci ha chiesto di verificare la fattibilità di un bar interno alla scuola e la sostenibilità economica e logistica di una Associazione Sportiva Dilettantistica)
Obiettivo: Individuare un format adeguato, selezionare i soggetti da intervistare per avere le info necessarie, la normativa da consultare. Preparare la bozza di un Piano di Fattibilità e presentarlo a chi ce l’ha richiesto.
Tempistica: 8 ore

BAR – PUNTO VENDITA

Mettersi nell’ottica del consulente esterno, che deve prospettare condizioni e soluzioni, e non in quello dell’imprenditore che vuole rispondere in prima persona a un bisogno.

Da diverso tempo gira tra studenti e professori la domanda sulla possibilità di un bar o di un punto vendita di alimentari sul nostro piano. La questione è complessa, sotto due punti di vista: la sostenibilità economica e la possibilità normativa. La commessa che ci è arrivata dal preside è stata proprio quella di raccogliere informazioni (anche di tipo pratico – logistico) e costruire un quadro normativo che permettesse alla Scuola di considerare bene la proposta.

ANALISI

Nello svolgimento del lavoro si sono presentate diverse questioni operative.

  • Raccolta e esame della normativa relativa alla somministrazione di alimenti al pubblico e alla differenza tra esercizio pubblico e luogo interno di somministrazione
  • Analisi della fattibilità logistica del punto di somministrazione, sulla base delle richieste della normativa, svolta con il servizio di Facility Management della scuola
  • Identificazione delle principali voci di spesa e di ricavo delle attività di “bar” in modo da costituire la base per un futuro Business Plan
  • Redazione della relazione finale per i due gruppi di lavoro

La relazione finale è stata consegnata e discussa con il preside, nella prospettiva di poter essere il primo passo per la realizzazione di queste attività